Gli arcade del mare

di Uduvicio Atanagi

Mille mille bolle blu...
Mille mille bolle blu...
Mille mille bolle blu...

che escono dalla bocca, che escono dal naso mentre l’acqua invece che blu sembra nera mentre Riccardo che la sua mamma lo chiama Riccardino prova a tirare su la testa ma gliela spingono giù, qualcuno gli tira un calcio, un calcio lento, un calcio subacqueo come quello di un palombaro, un calcio lentissimo che si muove a una velocità lunare e intorno ci sono tipo delle risate e Riccardino non capisce e si sente soffocare e tutte le cose diventano tipo cose di un sogno, cose sbiadite e lontane, cose sfumate come una vecchia pellicola di sommozzatori che affogano e allora Riccardino pensa ai videogiochi del mare.
Denis non vuole ma tutti vogliono, la ragazzina con i capelli biondi lo guarda e gli fa tipo un sorriso e allora qualcosa gli si muove dentro allo stomaco e resta immobile e mentre tutti giocano e danzano in questo gioco che adesso sembra oscurissimo lui vede solo il cielo nero sul mare nero nella notte nera nelle poche stelle che adesso gli sembrano tutte sparite.
Riccardino lo trascinano fuori e sembra morto, qualcuno gli dà un calcio in pancia ma lui sembra morto, qualcuno dice adesso basta, qualcuno dice così lo ammazziamo ma qualcuno invece urla, danza, ulula alla luna. Ci sono Mirko e Thomas che sono fratelli, ci sono due ragazzine che una si chiama Chiara e ha quattordici anni ma dice che ha già scopato con un tizio di trent’anni, Chiara dice sempre che lui la amava ma in realtà l’ha stuprata e lei non l’ha mai detto a nessuno, ci sono tutti gli amici del mare e poi c’è Riccardino che è in terra e che ora tossisce che dalla bocca gli esce la bava che si mischia al moccio e all’acqua salata.
Riccardino è il più piccolo e al bagno non lo conosceva nessuno e ai videogiochi voleva sempre giocare lui e Riccardino non gli piaceva a nessuno ed è più o meno così che quando tutti si annoiavano Michele ha detto di fare un gioco che si faceva finta di rapire Riccardino che lui una volta l’aveva visto in un film.
Ora lo trascinano e lui tossisce e lascia una scia lunghissima nella sabbia che gli si mischia ai capelli, che gli va in gola, che gli entra nel naso, Denis si volta come volesse fermarsi, Chiara lo prende per mano, le mani di Chiara sono morbide e fredde, Denis si accorge che adesso il cuore gli batte fortissimo.
Riccardino lo trascinano fino a un casolare, lo prendono a calci e ridono, gli sputano addosso e ridono e corrono e danzano intorno, poi Chiara gli salta sopra e Denis tende la mano come a fermarla ma non riesce a fermarla e quando Chiara si alza, dalla canottiera fradicia di Riccardino fradicio, escono delle goccine rosse che poi crescono che poi riempiono tutta la stoffa che prima era bianca e adesso è rossa. Chiara c’ha un pezzo di vetro in mano che per stringerlo si è tagliata anche lei, Riccardino rantola, ora dalla bocca gli escono delle bolle rosse che si mischiano al blu, mille bolle blu e rosse e blu. Tutto diventa immobile, Denis cade in ginocchio, il muco che cola dalla bocca, lo scrosciare delle onde del mare che impattano lente, lentissime, contro il nulla.

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