59 utenti


Libri.itLA BALENA BIBLIOTECAA PRIMA VISTA POCKET: LATINO GRAMMATICALINETTE – CONCIME PER PIEDI vol. 1IL GIARDINO SEGRETO VOL.1A PRIMA VISTA POCKET: LATINO VERBI
Emergency

Fai un link ad Arcoiris Tv

Fai un link ad Arcoiris Tv

Utilizza uno dei nostri banner!










Lettere ad Arcoiris

inviaci le tue opinioni, riflessioni, segnalazioni

Scrivi ad Arcoiris

Per inviare un lettera ad ArcoirisTV, riempi i campi sottostanti e clicca su "Invia". Se è la prima volta che scrivi, riceverai una email con un link ad una pagina che dovrai visitare per far sì che le tue lettere vengano sempre pubblicate automaticamente.

Informativa privacy

L’invio della "Lettera ad Arcoiris" richiede l’inserimento del valido indirizzo email del utente. Questo indirizzo viene conservato da ArcoirisTV, non viene reso pubblico, non viene usato per altri scopi e non viene comunicato ai terzi senza il preventivo consenso del utente.

maggiori info: Privacy policy

1 Dicembre 2022 12:41

I compagni

31 visualizzazioni - 0 commenti

di Riccardo Orioles

                          i compagni


quando si spezza il pane, la lotta, il dolore e la gioia,
e le mani si toccano,
come una carezza leggera
i compagni
si riconoscono, anche dopo anni, dieci e dieci più dieci
nella memoria di quel volantino stampato clandestino
di quella notte di natale senza doni, che la tensione
e la fatica soltanto ti fanno sorridere
i compagni, a mezzanotte, quando le telefonate si ripetono
e senti la tua vita o la sua spezzata dall'odio fuori dalla redazione
i compagni, con quei maglioni,
e quel cappotto regalato che ti protegge dal freddo
e tu lo sai che comunque sia andata la vita, c'è un filo che vi lega.
                                     (Fabio MicheleD'Urso, "Fabiolino")
 
* * *
.
Questa non sarebbe neanche una poesia ma un pensiero rubato, a insaputa dell'autore, da un social. L'autore, anzi l'Autore (poiché ormai fa parte, e io me ne intendo, della Letteratura) ha un nome lungo e autorevole, perfetto per in libro o un'epigrafe; per me è semplicemente Fabiolino.
Nei Siciliani Giovani dell'85 infatti era il più piccolo, forse anche il più allegro; era fra i caporioni. Un caporione incontrollabile, fra l'altro: la volta che il Ministro venne a Catania lui lo vanniò pubblicamente, dovettero chiamare le guardie per farlo star zitto. Letterariamente, è un allievo mio: dov'è arrivato ora, lo vedete qui sopra. "Noi non siamo grandi artisti, noi siamo artigiani": questa frase superba, che è la grande scuola dei Siciliani, se l'è meritata subito con le sue mitiche quattordici riscritture, a quindici anni, del suo primo articolo stampato.
Mi ha dato una grande paura e un grande insegnamento, e un orgoglio smisurato. La paura è quando, dichiaratosi gay (suo il primo giornale gay siciliano), temetti, nella mia barbarie, che fosse diventato diverso. L'insegnamento fu che nè lui nè i suoi amici (che portò, ovviamente, ai Siciliani) eran diversi in nulla, tutti ragazzi ottimi e civili: cosa allora scorbutica, persino - a mia vergogna - per un rivoluzionario come me.
L'orgoglio fu di vederlo crescere, come cittadino, come intellettuale, e come uomo. Sapendo che di questa crescita ero anch'io responsabile, come lui - ma lui non lo sospettò mai - lo era per me. Insegnare/imparando, da buoni amici e compagni, da buoni esseri umani.
Così passarono gli anni, i suoi e i miei; non facili nè gli uni nè gli altri; ma sempre degni - fra dolori e battaglie - di essere vissuti. Utili gli uni agli altri, al mondo circostante, alle belle imprese. Gli anni, che ancora durano, dei Siciliani.
Fabio, per le virtù e il coraggio, ha avuto il massimo riconoscimento possibile in questo stato: l'abbandono. Vivere in povertà, ma aiutando gli altri, dimenticato ma memore, ignorato dai giovani ma sempre profondamente giovane egli stesso: così, in questa società, ha vissuto "Fabiolino". Ne scrivo qui e ora perché è giusto scriverne, come testimonianza a quelli che verranno. E come modello, e un po' rimprovero, per chi va piano: la parola "compagni", chi pretende di usarla, può impararla anche qui. E infine come forza per me, per la mia vita.

COMMENTA