L’azzurro dell’alta quota è più scuro: per questo ti arrampichi lassù
nei giorni più tersi aspetti la pioggia, il grigio di nuvole e nebbia e fumo
(il fumo uccide c’è scritto lì sopra) per non vedere non sentire nulla
per non vederla più sorgere ancora e nitida spuntare all’orizzonte:
costellazione boreale traccia nel cielo punto di riferimento
sentiero o specchio degli occhi comunque non c’è nessuna virtù nella scelta:
quale che sia adesso il cammino verrà Orione a condurci alla caccia
time to walk away, time to walk alone: non c’è preghiera che possa pensare
in questo tempo baciato dagli anni lost in wonder e dentro il suo splendore

Guida all’ascolto: M. Oldfield, Man in the Rain; Aarktica, Ocean; Durutti Column, Never Known; Roxy Music, A Song for Europe.

Vincenzo Bagnoli

LO SCAFFALE DELLA POESIA ALLA LIBRERIA L’ORTO DEI LIBRI

di Francesca Del Moro

Lo scaffale di poesia dell’Orto dei Libri non è grande, ma è ben curato. La libreria dedica frequenti incontri alla poesia e i poeti sono qui amici e ospiti graditi. Grazie alla collaborazione con l’associazione Laputa, di Bracciano, lavora anche all’accostamento di poesia e fumetto, che ha portato in particolare alla scoperta di Days di Bigio Cecchi, fumetto ispirato a Poe e ai poemi arturiani. L’Orto dei Libri cerca di pescare le sue perle nel meglio della piccola editoria italiana, che offre spesso anche i più interessanti lampi sulla produzione internazionale contemporanea. Il libraio Giorgio Galli, che svolge anche un’intensa attività critica collaborando con Perìgeion e, occasionalmente, con Poetarum Silva, ha scelto di consigliare e commentare per noi I corpi e le cisterne di Anna Bergna e Mare aperto di Wojciech Bonowicz.

Libreria L’Orto dei Libri - Via Diego Simonetti 70, Ostia (RM) - lortodeilibri.it

Mare aperto

di Wojciech Bonowicz

Mi elevo e non rivelo allo sguardo tranquillo
della hostess che per un attimo mi sento un santo. Assunto
per un poco nel cielo che tutti ci divorerà.

Wojciech Bonowicz è nato nel 1967 a Oświęcim, nota anche col nome tedesco di Auschwitz. Ma la sua non è una poesia della memoria storica. È una poesia che parla di Dio e di fede ironicamente: di un Dio immanente e di una fede identificata con la pratica poetica, che individua le fratture metafisiche del quotidiano. Scrive Krzysztof Siwczyk che la sua è “una poesia che si difende dai significati letterali e protegge il silenzio”, dove “l’esperienza quotidiana, piena di paradossi di fronte all’inesprimibile, non permette di pensare a Dio e di parlarne senza paure e incertezze”. Una poesia che nasce dalle occasioni più disparate, anche da una conversazione intercettata per strada, e che ricorre all’arma dell’ironia contro lo sbigottimento e l’orrore suscitati dal meraviglioso e dall’insensato della creazione. A volte menzionato o contemplato, più spesso alluso, il cielo è il muto termine di paragone, e il muto testimone, dell’imperfezione umana, e Mare aperto misura la discrepanza tra lo sguardo di Dio e quello dell’uomo guardando alla volta celeste attraverso i limiti della terra.

Mare aperto di Wojciech Bonowicz, incertieditori 2012

I corpi e le cisterne

di Anna Bergna

Quando penso a un corpo celeste
vedo una singolare solitudine,
una deriva sconfinata.

Anna Bergna è una poetessa di Lecco molto schiva, che – come disse di sé Cristina Campo – ha pubblicato poco e vorrebbe aver pubblicato ancora meno. La sua è una poesia lucreziana, una poesia-pensiero che ha per temi gli elementi della natura e le domande fondamentali dell’esistenza. In versi di una spasmodica densità, o attraverso la solennità del versetto, interroga una volta celeste che sembra aver dimenticato i segreti della Creazione e voler precipitare sulla linea dell’orizzonte. Un cielo che non offre gli sperati varchi metafisici, ma rimbalza sulla terra le inquietudini umane e le restituisce amplificate. Con una lingua che intarsia termini scientifici, nomi di luoghi e di animali e un sommesso parlato quotidiano, Anna Bergna ci presenta un firmamento sgombro di dei, e un mondo terrestre in cui tutti gli esseri, animati e inanimati, sembrano fatti di atomi di dolore, e sola è possibile all’essere umano la contemplazione del silenzio di Dio.

I corpi e le cisterne di Anna Bergna, LietoColle 2015